Potatura e forma di allevamento

Potatura e forme d’allevamento

La potatura è una pratica utilizzata per determinare la forma della pianta, e per massimizzare la resa produttiva. Si effettua mediante il taglio di rami in periodi ben definiti e caratteristici di ogni specie. La potatura delle piante in giardino normalmente viene fatta sia per ottenere una buona produzione, sia per ottenere una pianta con una bella chioma.

La potatura può avvenire durante il riposo vegetativo oppure quando la pianta è in vegetazione, in tal caso si parla di potatura verde.

Quando si acquista una giovane pianta da frutto si acquista un “astone” già innestato da 1 o 2 anni, pronto per essere trapiantato, cui va impostata la forma che si vuole ottenere quando la pianta sarà adulta; dopo l’impianto la pianta va tagliata all’altezza della prima ramificazione (detta anche impalcatura) che si vuole ottenere.

Normalmente però le piante in commercio sono già provviste dei rami principali della prima impalcatura: queste sono più facili da gestire per l’hobbista poiché basta assecondarne la forma.

Nei primi 3-4 anni d’impianto, si imposta la forma della pianta, mentre in seguito occorre mantenerla, regolandone lo sviluppo per ottenere un’equilibrata fruttificazione senza incorrere nel fenomeno dell’alternanza. Ogni specie necessita una potatura appropriata ed è necessario conoscere quali rami fruttificheranno. Normalmente con la potatura si eliminano i rametti inseriti sulle branche e presenti in numero eccessivo, i succhioni e i polloni, i rami secchi o lesionati.

potatura
I succhioni e i polloni, cioè i rami dritti verso l'alto, vanno eliminati

 

I rami più grossi difficilmente vanno tagliati se non per motivi di forma della pianta, di rinnovamento e di risanamento mentre le branche vanno accorciate periodicamente per mantenere la pianta nelle dimensioni volute o possibili nel giardino.

Su diverse specie, come melo e ciliegio, la potatura ha valore di accompagnamento e di attivazione dello sforzo produttivo, mentre altre, come la vite e il kiwi, hanno bisogno interventi più energici. La necessità di interventi cambia non solo con la specie, ma anche con la varietà, il sistema di allevamento, il tipo di terreno e la disponibilità di acqua.

Se la potatura è stata eseguita correttamente, la reazione positiva si vede in termini di vegetazione e di fruttificazione.

In un piccolo frutteto, tre sono le forme d’allevamento consigliabili, quelle appiattite, quelle a vaso e quelle a piramide.

 

potatura

Come potare

Le grosse branche vanno potate tagliandole ad angolo retto con una sega, senza provocare “scosciamenti”, in altre parole lacerazioni della corteccia nella parte inferiore.

Si procede eseguendo un taglio iniziale nella parte inferiore del ramo, a circa mezzo metro dal punto d’inserzione, quindi si esegue il taglio dalla parte superiore e infine si elimina il moncherino vicino al tronco.

La potatura dei rami più piccoli, quelli con le gemme, consente di concentrare la forza della pianta nel rinnovo della chioma e nella produzione di frutti.

Il taglio deve essere fatto poco sopra ad una gemma e inclinato in senso parallelo alla sua direzione.

 

Le forme di allevamento

Le forme appiattite, come la palmetta, sono quelle in cui le piante sono allevate con sostegno di pali e fili orizzontali e sono indicate se vi è poco spazio, infatti hanno uno spessore di un metro o poco più. Sono adatte per molti fruttiferi, fra cui melo, pero e susino.

La forma a vaso è quella in cui le piante si allevano cercando di ottenere una forma simile a quella naturale, partendo da 3-5 branche che sono destinate a diventare i rami, allevate in modo da formare un cono rovesciato.

E’ adatta a specie di ridotta vigoria ma anche per melo, fico e susino.

La forma a piramide, quella in cui l’astone viene lasciato ramificare naturalmente, ha i minori problemi di potatura e di governo. E’ adatto per melo,pero e pesco.

forme allevamento