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La coltivazione del Topinambur

Specie: Helianthus tuberosus - Famiglia: Asteraceae

Origine del topinambur

L'Helianthus tuberosus è originario del Nord America e del Canada, nel XIV secolo era coltivato in Sud America e il nome Topinambur gli fu attribuito da una tribù brasiliana. Inizialmente il topinambur fu apprezzato come pianta ornamentale grazie ai suoi fiori gialli simili al girasole. Durante il XV secolo, un esploratore francese ne ripotò l’uso alimentare in Europa dove ebbe un discreto successo ma dopo poco fu sostituito dalle patate, più semplici da pulire e da conservare e con un potere nutritivo più elevato.


Come coltivare del topinambur
Il topinambur si semina tra fine inverno e inizio primavera, si preparano i solchi e a distanza di circa 40-50 cm si sitemano le fette di topinambur lasciando i germogli verso l’alto (come si fa per le patate). La profondità di semina consigliata è di  10-15 cm. Al topinambur non servono cure particolari e non teme malattie, è una pianta che in natura cresce sulle rive dei corsi d'acqua quindi occorre irrigare se necessario e sarchiare periodicamente.


Raccolta del topinambur

Ad agosto il topinambur regala una bella fioritura gialla e in autunno i tuberi sono pronti per essere raccolti, si possono raccogliere poco per volta durante tutto l'inverno e possono essere consumati sia crudi che cotti. 
Producono tuberi in profondità e qualcuno resta sempre nel terreno producendo nuove piante l'anno successivo. Per questo motivo è è considerata una pianta invasiva e difficile da controllare.


Lo sapevi? Curiosità sul Topinambur
Il topinambur è un ortaggio poco conosciuto ma molto gustoso, ha un sapore simile a quello del carciofo. Ha molte proprità, è riccho di inulina che facilita la peristalsi, contiene basse percentuali di proteine, pochissimi grassi, buone quantità di minerali (soprattutto potassio e ferro) e di vitamine A e C.